JUDO. Giuseppe Maddaloni. Mancanza Di Fiducia Nei Miei Confronti.


La polemica in casa Fijlkam si fa sempre più aspra ed escono fuori nuove verità. 

Le mancate convocazioni hanno fatto si che la nazionale di Judo maschile sia rimasta senza Ct a pochi giorni dall'inizio dei Mondiali di Astana. 
Ma sentiamo cosa hanno da dire i diretti interessati in un intervista su Rainews.
"Io non guardo i nomi, da padre di famiglia combatto per tutti i miei figli e per me c'è stata una palese mancanza di fiducia nei miei confronti" dice Giuseppe Maddaloni.
A chi gli chiede se le sue sono dimissioni risponde:
 "Dimissioni? Posso dire che sono molto amareggiato. Io ho lasciato il ritiro. Ora aspetto che loro capiscano l'errore. Al momento non ho ricevuto nemmeno una telefonata. In caso contrario... vedremo". "Loro" sono i componenti del Consiglio di settore "che il 31 luglio mi ha presentata la squadra per il Mondiale, dimezzata. Non potevo avallare una scelta al ribasso, rinunciataria in partenza. Ad un Mondiale si va con le forze al completo. Così si uccide lo spirito di squadra, non dovevano dividerci. Non capisco con che criterio sia stato lasciato fuori chi ha bisogno di 98 punti per qualificarsi e dentro chi ha bisogno di 135"
Dura la difesa della federazione con le parole del presidente Falcone:
 "Maddaloni ha mancato di rispetto per l'organo che gestisce la Federazione. La riduzione è stata decisa con una delibera del 10 luglio e comunicata per tempo a Maddaloni. La squadra era andata male a Baku. Si è evidenziato un problema di scarsa competitività"
Ma Giuseppe Maddaloni la vede diversamente:
 "Quanto alla scarsa competitività mostrata a Baku, a poco più di un anno dalle Olimpiadi non si può pensare di arrivare in perfetta forma ad ogni appuntamento, considerati i giorni che abbiamo a disposizione per allenarci. Il nostro obiettivo primario deve restare Rio"

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